Il ruggito

Alissa è seduta in mezzo al buio del palco, il capo inclinato in avanti, in un silenzio intonso e tenebroso. È sola, in quel locale, eppure da qualche parte, in lontananza, giunge una melodia, un incipit lento di archi, sommesso, timido. I capelli azzurri oscillano lentamente, pigri; celano il viso in un oceano calmo e assonnato. Quell’eco lontana assume un crescendo epico e potente, enfatizzato da suoni di chitarre e percosse di batteria, che prendono il sopravvento sull’ensemble musicale. Sotto le ciocche, le labbra si curvano in un sorriso: una scintilla feroce balugina dagli occhi verdi dietro la chioma. Un assolo di chitarra arriva di colpo, sotto forma di un singolo fulmine, che dall’alto s’infrange in una colonna bluastra proprio su di lei: la investe in pieno.

Anziché soccombere, Alissa brandisce la scarica elettrica come una spada, la domina senza paura, né difficoltà alcuna. Si leva in piedi, i denti stretti in un sorriso ferino, gli occhi colmi di furia; il fulmine che la pervade è trattenuto dalla forza di lei, lo sente correre in ogni fibra del suo corpo, mentre si prepara a scaricarlo in un ruggito poderoso. «Ho vissuto nell’oscurità, sono sorta nella luce» inizia a ringhiare. Gli strumenti le vanno dietro con la furia di bestie infernali, selvagge, eppur fedeli al suo incedere sicuro e disarmante. Una delle chitarre libera nuovamente un assolo, ed ecco un altro fulmine irrompere sulla donna, la quale, di nuovo, lo domina, lo fa suo, con immutata facilità. La cantante stringe la saetta nel pugno, che si divincola come un serpente furioso, e poi eccola sprigionare un altro boato devastante: «Questa è una lotta che devo vincere!».

La terra trema, le assi s’incendiano sotto i piedi di Alissa, mentre lei, invulnerabile, prosegue imperterrita a cantare, a ringhiare con maestosa e brutale potenza. Intorno alla donna vi sono solo fuoco e scariche elettriche, incalzate da quel suono che, chissà da dove, vibra tutto lì intorno, si dispiega nell’atmosfera, palesando di tanto in tanto i volti di Michael, Jeff, Sharlee e Daniel.

L’intera struttura prende a cedere, i sostegni collassano lentamente, sbriciolandosi a terra in tizzoni anneriti, mentre il sound assume un tono più distante, attenuato da quegli stessi archi che lo avevano annunciato in principio. Lentamente, Alissa scompare, unendosi a quei suoni e volando via nell’aria, sfuma insieme alla musica in dissolvenza, che, alla stregua di un vento di guerra, si è già allontanata dalle fiamme, diretta a scatenare altrove la furia degli Arch Enemy.

(In sottofondo: Arch Enemy – A Fight I Must Win)

Arch Enemy – Official Website

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