La danza delle dita

La pioggia battente percuoteva i vetri della caffetteria, come se volesse entrare a ogni costo nel locale. Al suo interno, musica acustica si spandeva nell’aria come un profumo. Fuori, il vento fischiava furioso e i tuoni in lontananza si opponevano con insistenza a quell’atmosfera di pace. Il vetro, in quel momento, pareva essere il confine tra due mondi, le mura di un baluardo che con forza resisteva per preservare il piccolo habitat creatosi nella tempesta. Seduto a una poltrona, l’autore batteva forsennatamente le dita sulla tastiera, componendo brani via via sempre più lunghi e articolati, colto dall’ispirazione che dentro di sé premeva prepotente, desiderosa di vedere la luce. Scriveva e sorrideva, consapevole del piacere conferito dalle idee, le quali, ben nitide nella mente, sfuggivano dalle falangi per posarsi sulla pagina bianca sotto forma di tante parole. Si soffermò per un istante a riflettere su quel pensiero, e gli venne da chiedersi se anche i pittori provassero la medesima sensazione: t’immagini una scena, è chiara nella tua testa, ed ecco che, quasi avulsa dalla tua volontà, la mano prende a tratteggiare i primi profili di quell’immagine mentale, fino ad arricchirla di dettagli e sfumature, rendendola tangibile, concreta. Reale. E alla stessa stregua, chissà se pure lo scultore vedesse nell’informe blocco di marmo l’apparizione della sua opera compiuta che, precisa e distinta fino a quell’istante solo nella sua testa, fuoriusciva sotto innumerevoli scalpellate, emergendo come il primo uomo forgiato dal fango.

Sbuffando in un ghigno sarcastico, l’autore prese a darsi dello stupido, lasciandosi sfuggire una riflessione ad alta voce: «Ma che artista, che scrittore… sono solo uno scribacchino. Nulla ho da spartire con simili campioni d’arte». E nella mestizia della sua contenuta consapevolezza, l’autore riprese a immergersi nella redazione delle sue storie, cavalcando l’impeto dell’ispirazione che lo pervadeva, volando con mente ed emozioni fintanto che la danza delle dita proseguiva sulla tastiera.

(In sottofondo: Flogging Molly – Whistles The Wind)

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