Biblioteca fantasma: “Splendori e miserie delle cortigiane”, di Honoré de Balzac

Nel panorama ormai saturo di produzioni letterarie, cerco, nel mio piccolo, di proporre opere contemporanee originali, oppure di suggerire produzioni passate alla storia e che meritano di far parte della libreria di ognuno di noi. È quest’ultimo il caso di “Splendori e miserie delle cortigiane”, composizione immortale di Honoré de Balzac e che di certo non necessita di introduzioni così minuziose.

Parigi, 1824. Si presenta alla società della capitale un giovane letterato di nome Lucien, accompagnato dalla figura austera e perfino inquietante di padre Herrera. Sono questi i prodromi di un romanzo sorprendente, irto di macchinazioni, sotterfugi e che denota una forte denuncia nei confronti dei costumi deprecabili da parte di una società più marcia di quanto non ami mostrare.

Il romanzo, pur riprendendo la storia da dov’era stata lasciata nel precedente “Illusioni perdute”, potrebbe anche non essere necessariamente considerato come un vero e proprio seguito, in quanto il suo focus è orientato su soggetti ben diversi, nonostante mantenga il contesto sociale in cui i fatti si svolgono.

Se in “Illusioni perdute” il protagonista era il bel Lucien, in “Splendori e miserie delle cortigiane” la figura predominante è quella di Herrera, al secolo Vautrin, soprannominato Trompe-la-mort, un criminale ricercato e la cui fama si spinge ai limiti della leggenda.

Vautrin compirà raggiri, minacce ed estorsioni, al fine d’inserire il fascinoso rampollo nelle più alte sfere parigine. A ostacolarne i piani, tuttavia, sarà l’incontro di Lucien con una giovane e splendida cortigiana di nome Esther: i due s’innamoreranno perdutamente l’uno dell’altra, il che condurrà a non poche complicazioni. Ciononostante, l’abilità di Vautrin gli permetterà di sfruttare ogni situazione a suo vantaggio.

Le cose si complicheranno nel momento in cui l’attenzione di diversi nobili e i sospetti delle forze dell’ordine prenderanno a focalizzarsi sulle figure di Lucien, di Esther e del sedicente prelato; gli imprevisti, dunque, metteranno a dura prova il sangue freddo e l’inventiva di Vautrin.

Pubblicato tra il 1835 e il 1840, tra le pagine di quest’opera s’insinua, senza troppe velature, una profonda critica nei confronti dei costumi dell’epoca; attraverso la caratterizzazione di personaggi frivoli e dediti all’ostentazione di opulenza e qualità fittizie, emerge una subdola corruzione, occultata dalle ciprie e dai modi compiti di Individui immorali, tronfi e ossessionati dall’autocompiacimento, dall’accumulo del denaro con cui sfoggiare parossisticamente uno sfarzo e un potere di dubbio gusto.

Lucien si è profondamente indebitato per mantenere uno stile di vita proibitivo, ma necessario alla divulgazione di un prestigio artefatto che possa offrirgli l’opportunità di pretendere la mano di giovani e ricche nobildonne, figlie di potenti che siedono sugli scranni dei vertici della società.

Il punto forte del romanzo è la strutturazione di macchinose orchestrazioni da parte di Tromp-la-mort, braccato dalle forze dell’ordine le quali, a loro volta, tendono tranelli in cui auspicano di far cadere i sospettati. Un eloquio sopraffino descrive ambientazioni e personaggi con cura certosina, rendendo l’opera avvincente anche nei punti in cui l’azione viene meno.

Vautrin è il personaggio fulcro del romanzo: un individuo caratterizzato con grande spessore, i cui tratti e il background ricordano molto il personaggio storico di Vidocq (menzionato, tra l’altro, tra le pagine dell’opera), un autentico antieroe che, al pari del personaggio inventato da Balzac, ha goduto di forti apprezzamenti popolari.

Una lettura superba, agevole, in sintesi, a dispetto del linguaggio che forse per molti potrebbe oggi risultare ostico, tuttavia proprio questo aspetto rappresenta un punto di forza: in un ginepraio di testi poveri di lessico quanto di idee, la riscoperta di opere affermate e di un certo spessore potrebbe essere un’efficace svolta e rappresenterebbe una felice novità per molti lettori arenati in letture scadenti.

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