Pellicole spettrali: “Annabelle 2 – Creation”

Nell’ambito cinematografico pare esistere una legge non scritta per la quale il sequel di un film debba essere sempre inferiore al suo predecessore; ciò accade, solitamente, per la difficoltà oggettiva di replicare un successo simile al precedente, in termini di originalità o di emozioni suscitate nello spettatore. Fortunatamente, esistono alcune eccezioni: “Annabelle 2 – Creation” ne è un felice esempio.

Con questo titolo, abbiamo a che fare con un prequel del già bello “Annabelle” (a sua volta spin – off del riuscitissimo “The Conjuring”), ed è un piacere riscontrare come le aspettative elevate non siano state disattese. Sebbene alla regia si siano alternati direttori differenti nelle varie pellicole, la New Line, responsabile della produzione, ha saputo mantenere una coerenza narrativa di fondo in ogni produzione, dando luogo a un autentico cofanetto di brividi di grande caratura.

I fatti, dunque, si spostano indietro nel tempo, nel 1943, quando Samuel Mullins, fabbricante di bambole, creò quella che fu conosciuta in seguito con il famigerato nome di Annabelle.

Anni dopo, la famiglia Mullins ospita le ragazze di un orfanotrofio cattolico, disponendo di una dimora ampia e dalle numerose stanze. Ciò che avviene da qui in avanti, è un graduale e sapientemente misurato vortice di terrore, costellato da apparizioni inquietanti, ombre sapientemente gestite, e suoni opportunamente elargiti in misura e qualità.  Non volendo svelare dettagli che priverebbero i fruitori del dovuto piacere della visione, possiamo soltanto esprimere l’apprezzamento per una pellicola che viene diretta abilmente dallo scandinavo David Sandberg, responsabile di un’ambientazione dalle atmosfere cupe, inquietanti e di grande impatto. Ancora una volta, anche sul piano delle scene cruente, si dimostra quanto queste non siano necessarie alla realizzazione di un bell’horror: seppur vi siano un paio di momenti “forti”, questi non sono minimamente paragonabili ai festival di sangue e budella che girano in molte pellicole di genere.

Molto apprezzabile la scelta d’introdurre nel film un paio di cameo relativi a produzioni parallele (vedasi i riferimenti a “The Nun”, altro spin – off dalle grandi potenzialità, questa volta non sfruttate appieno): un piccolo tocco di raffinatezza che impreziosisce un lavoro di per sé già eccelso sotto ogni aspetto.

Per coloro che ancora non hanno visto le produzioni inerenti alla storia di Annabelle o dei coniugi Warren (realmente esistiti), riportiamo la sequenza di rilascio delle varie pellicole tra loro collegate, la cui visione in ordine può offrire anche maggior comprensione di piccoli e grandi dettagli posti durante lo scorrimento dei fotogrammi:

  • The Conjuring (2013)
  • Annabelle (2014)
  • The Conjuring 2 – Il caso Enfield (2016)
  • Annabelle 2 – Creation (2017)
  • The Nun – La vocazione del male (2018)

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