Biblioteca fantasma: “Cuore di cane e altri racconti”, di Michail Bulgakov

 

Un autore della caratura di Michail Bulgakov non dovrebbe necessitare di spiegazioni o preamboli di sorta, tuttavia, nel panorama nostrano non sono poi molti a conoscerne le opere.

Autore del già citato capolavoro Il Maestro e Margherita” (portato a teatro lo scorso anno, e trasposto cinematograficamente nel ’72, con il grande Ugo Tognazzi), egli ha saputo produrre, nel corso della propria esistenza, opere dalla raffinata ironia, senza trascurare una sfumatura d’inquietudine, talvolta marcata, eppure sempre coerente con l’ensemble narrativo.

Oggi voglio consigliare la lettura di “Cuore di cane e altri racconti”, in particolare l’edizione della Newton Compton, che annovera una collana di grandissimi classici, a prezzi irrisori e dal design di copertina simpatico e accattivante.

Il racconto “Cuore di cane” basterebbe già da solo a giustificare l’acquisto di questo bellissimo volume. Un brano geniale nella sua strutturazione, talvolta demenziale quando sfocia nel grottesco, e che trasmette un messaggio intrinseco di elevata profondità: la natura umana di per sé, così apparentemente evoluta sul piano prettamente biologico, si mostra terribilmente primitiva. In sintesi, un racconto in grado di suscitare sonore risate e attente riflessioni.

Nei temi trattati da Bulgakov persiste la stupidità insita nella burocrazia, enfatizzata fino al parossismo attraverso lo stolido comportamento di funzionari fin troppo zelanti, e che tuttavia perdono di vista la propria integerrima identità qualora si parino di fronte a occasioni di lucro o vantaggio personale. Una condanna nei confronti della meschinità umana che, oltre ad avere ragionevoli motivazioni personali (vedasi la censura da parte del regime sovietico), si pone come un’attenta e critica analisi al meccanismo perverso dettato dal progresso tecnologico, a cui nemmeno le epoche contemporanee si sottraggono.

Aspetti simili si ritrovano immediatamente anche in “Romanzo teatrale” e in “Le uova fatali”, stigmatizzati con una penna elegantemente impietosa, come ci ha abituati lo scrittore russo.

Ne “I racconti di un giovane medico”, l’autore esprime la vena più empatica del proprio estro narrativo, sfruttando le proprie esperienze pregresse (Bulgakov era medico), che conferiscono alla figura professionale del dottore i lati più umani così da rendere più comprensibile la difficoltà incontrata da ogni professionista della medicina, specialmente nei contesti bucolici della Russia ai primi del Novecento.

Una lettura irrinunciabile, reperibile in formato cartaceo ed e-book sul sito di Newton Compton Editori, da cui è possibile accedere a ogni piattaforma di acquisto (Amazon, Feltrinelli, ecc.).

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